Capitolo 2 - Progettare ed erogare la formazione
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“Bisogna guardare la partita
con gli occhi del giocatore”
L’Autore
La Formazione in azienda è un evento “polivalente” a tutti gli effetti.
Può assolvere, consciamente o inconsciamente, diverse funzioni, alcune delle quali nobili – come risultato del suo corretto ed etico utilizzo – altre meno nobili – come conseguenza di una cattiva strumentalizzazione – altre ancora indefinite – come sostanziale effetto di un’ “ignoranza manageriale”, fino ad arrivare ad alcune funzioni del tutto riprovevoli.
Tra le funzioni nobili, annoveriamo:
- Formazione come supporto alla realizzazione delle strategie aziendali
- Formazione come catalizzatore “positivo” dei cambiamenti
- Formazione come serio investimento sullo sviluppo delle competenze delle persone
- Formazione come opportunità di allenarsi concretamente all’interpretazione efficace del proprio ruolo professionale
- Formazione come contesto strutturato per il benchmarking
- Formazione come occasione di coinvolgimento emotivo e psicologico dei partecipanti
- Formazione come stimolo al gioco di squadra
- Formazione come fonte di arricchimento culturale
- Formazione come strumento di miglioramento dei processi organizzativi
- Formazione come canale di comunicazione dei valori aziendali
Tra le funzioni meno nobili, troviamo:
- Formazione come “riempimento” dei periodi meno produttivi dell’azienda
- Formazione come “manutenzione” della motivazione
- Formazione come “occasione” per valutare le persone a loro insaputa
- Formazione come mero adempimento contrattuale
- Formazione come fattore di “immagine aziendale”
Tra le funzioni indefinite e quindi fonte di ambiguità e di scarso valore aggiunto sia per le persone, sia per l’organizzazione, figurano:
- Formazione come un qualcosa che “deve essere fatto perché anche gli altri la fanno”
- Formazione senza obiettivi : “Facciamo un corso sul team building!”.
Con quale finalità? Quali sono gli obiettivi aziendali da collegare all’evento? A cosa l’intervento mira esattamente? Quale filo di continuità/collegamento esiste con le altre attività di sviluppo? Quali saranno i criteri di scelta della società di consulenza esterna che erogherà l’intervento?
Le risposte a queste domande rimangono sovente inevase o appunto, indefinite.
- Formazione come puro intrattenimento: “Quanto ci siamo divertiti!”
- Formazione come “moda”: “Adesso va l’e-learning”, oppure la PNL, oppure il fine settimana nella Beauty Farm…
Tra le riprovevoli:
- Formazione come arma di ricatto in alcune contrattazioni sindacali.
- Formazione come mera appropriazione di fondi pubblici – con qualità scadente delle attività svolte e/o con partecipanti “fantasma” costretti a firmare la presenza in aula per poi tornare al lavoro.
- Formazione come “fuga dal coniuge”: una mia collega mi ha raccontato che, durante la pausa di un corso serale di web marketing, una partecipante le ha confidato: “Sa, le cose che lei dice sono molto interessanti ma, vede, io già navigo molto su Internet per conto mio e non ho bisogno di corsi…(pausa) Mi sono iscritta a questo corso serale perché non ne posso più di mio marito!”